jump to navigation

(Dis)abilità

In tanti avete dimostrato grande slancio e interesse verso il mio post “(Dis)abilità”, dimostrandomi grande entusiasmo verso la piccola iniziativa del volantino che ho proposto, da farmi pensare che questo argomento forse necessiti di uno spazio più ampio.

disabile

Sebbene infatti esistano diversi portali dedicati alla disabilità in internet, dai vostri calorosi e, per quanto ho recepito io, un po’ stupiti ed affascinati, commenti, ho capito che dell’argomento disabilità (questa volta senza parentesi! e più avanti vi spiego perchè) non si potrà dire che se ne parli abbastanza, finchè non si vedranno disabili in autobus, al cinema o al supermercato, senza che il primo pensiero sia “cosa ci fa qui?”, “ma non c’è nessuno che lo aiuta?”, “cos’è quella specie di essere mitologico, tipo chimera, moderno°_°?”.

Ok, l’ultima era un po’ eccessiva, ma l’autoironia non è mai troppa!

Scherzi a parte, chi può negare di stupirsi nel vedere un disabile che va in giro da solo, ammesso che qualcuno ne abbia visto uno (per lo meno qui in Italia), data la rarità della specie?

Vi è più chiaro perchè ho tolto le parentesi? A questo punto dovrebbe, ma siccome la mia mamma dice che in comunicazione nulla va dato per scontato, vi espongo chiaramente il mio punto di vista.

La parola “disabile” viene quasi sempre intesa nel suo significato spregiativo di “non-abile”, “incapace”. Inutile negarlo, è così. Anche io la intendo in quel modo a primo pensiero. Ciò significa che a priori quando vediamo una persona e la identifichiamo come disabile, contemporaneamente e in modo del tutto inconscio la giudichiamo “incapace”. Questo è un processo del tutto naturale chiamato “pregiudizio”, ed è causato dal modo in cui la nostra mente cataloga tutte le cose in concetti generali che vanno via via specificandosi.

E questo giustifica anche lo stupore nel vedere un disabile fare qualcosa che richieda abilità, in quanto questo rappresenta un inconscio paradosso per il nostro cervello, un po’ come quando vediamo un maiale che vola o un asino che canta… (a voi non capita mai?).

Chiarito il significato di disabile, e la relativa corrispondenza all’interno degli schemi del nostro pensiero, si delinea la difficoltà di cambiare l’approccio verso la persona (dis)abile: ENORME.

L’iniziativa più sensata, e di più elevata utilità che io abbia mai sentito finora, e quella di micatantomovimento .

Ecco perchè la voglio riproporre qui nella mia città, Padova, grazie a voi che con i vostri commenti mi avete convinto quanto meno a provare!

Vi invito quindi a segnalare l’inizio di questa iniziativa a tutte le persone disabili, di qualsiasi tipo, e a commentare in questa pagina qualsiasi proposta, adesione o altro che riguardi la disabilità! (oppure scrivete a albesaboo@gmail.com)

Grazie a tutti!

Commenti»

1. andrea - 21 settembre, 2007

Oltre alla lodevole iniziativa di cui ti sei fatto promotore ispirandoti a quella che si svolgerà a Milano, invito tutti i lettori di questo blog, che per fortuna non sono pochi, a scaricare il volantino che si trova sulla parte destra del blog, stamparlo, fare delle fotocopie e iniziare sin da subito a segnalare agli sbadati conduttori di auto, motorini e biciclette il disagio che possono inconsapevolmente provocare. E’ solo un inizio, ma sono convinto che in breve tempo ,con la partecipazione di tutti si riuscirà a fare un passo importante per cercare finalmente di guadagnarci sul campo l’appellativo tanto abusato di “società civile”!!!!!

2. avina - 22 settembre, 2007

complimenti, complimenti, complimenti!
se questa è la disabilità….saranno i disabili a rendere migliore questa povera Italia.
L’articolo è bellissimo e pieno di empatia.
Grazie

3. mitte - 23 settembre, 2007

Giusto Andrea,è così che bisogna fare..
Voglio citare qui mia cognata Marilena,disabile dalla nascita e instancabile nel combattere la poca consapevolezza che ancora esiste verso tanti di noi:”Cerco l’autonomia,qualcosa che non sia la negazione dei miei limiti,qualcosa che passi attraverso l’accettazione di questi,per arrivare ad avere meno bisogno possibile degli altri,a fare meno fatica e a non ledere troppo la libertà di chi mi circonda..posso sembrare qualcos’altro,ma in verità sono una persona e ciò dipende dal fatto che in me c’è un’essenza vera e importante che va la di là delle forme e dell’apparire”
Credo che lottare conro le barriere architettoniche,sia veramente andare contro le nostre barriere interne che ci difendono dalla
diversità e ci impediscono di uscire da comodi schemi per conoscere altre realtà..Mitte

Da MARILENA RUBALTELLI “Non posso stare ferma” Padova 2005

4. lorenzabelloni - 23 settembre, 2007

Certo che sono disponibile a darti una mano per organizzare questa manifestazione è giusto ed è doveroso da parte di tutti!!!!
Ci aiuterà a sconfiggere i nostri pregiudizi e a combattere le barriere di tutti i tipi non solo architettoniche.
Grazie Paolo di volerci fare partecipi di questa realtà.
Lorenza

5. giuli - 24 settembre, 2007

Ho letto il tuo blog, Paolo, e mi ha emozionato molto. Non sappiamo cosa ci aspetta dietro l’angolo come non lo sapevi neanche tu e la tua famiglia. Sicuramente comunque hai la fortuna e la forza di avere dentro di te e attorno a te un ” dono” che ti consente di coinvolgere e di fare partecipi sia chi ha i tuoi problemi , sia chi non li ha…e magari ne ha tanti altri…Ti auguro, ma ne sono sicura, che molte persone ti aiutino a realizzare le iniziative che vai proponendo con sensibilità e intelligenza. Complimenti e in bocca al lupo!

6. the cat - 2 ottobre, 2007

l’avevo detto, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!
E’ fantastico questo posto e certo ne scaturiranno cose fantastiche, con il contributo di tutti.
Siamo a disposizione, generale, ci faccia sapere dove e quando e le sue truppe ci saranno. the cat

7. priscilla chiarenza - 5 ottobre, 2007

Cio Paolo, spero che hai ricevuto le info su Parigi. Contenta di poter corrispondere con te. Priscilla

8. Pietro Pellillo - 26 ottobre, 2007

Confesso che quando sono stato male, molto male fisicamente, la mia libertà mentale l’avrei immediatamente barattata pur di non provare dolore, potete credermi. Se a questo aggiungete la mancanza di autonomia che è mancanza di libertà fisica di movimento, forse si riuscirà a comprendere meglio e di più. Confermo che la disabilità sia un aspetto destabilizzante della Libertà. Le cose che ritengo più odiose sono: la prevaricazione, sentirsi, a torto, onnipresente e superiore, pontificare senza ascoltare, sapere e conoscere, trinciare giudizi vuoti ed inutili e soprattutto non riflettere prima di parlare. E sì che ho passato qualche anno a superare il vortice di disperazione dopo l’insorgere della mia malattia fortemente disabilitante. Ora accetto la mia Disabilità come la mia realtà, ora ci convivo senza particolare difficoltà, ora gli sguardi degli altri che mi scrutano mi lasciano indifferente, ma quanto tutto questo è costato. E’ vero che il nostro stato fisico influisce sulla nostra sensibilità ed emotività. È ovvio che dobbiamo e cerchiamo vivere la vita per quella che è, non per quella che pensiamo che dovrebbe essere.
Nessuno potrà mai e poi mai avvertire le sensazioni e le profonde emotività di un bambino od adulto con disabilità. Tutto quello che può passare nella sua mente e cosa può nascere nel suo Animo. Mia moglie, che ha vissuto simbioticamente con me tutta l’evoluzione del mio stato prima, durante ed ora, pur tuttavia molto rispettosamente non si permetterebbe mai di fare delle generalizzazioni e mostrerebbe più attenzione a non intaccare la sensibilità mia o di altra persona con disabilità. Invece spesso sembra che si parli come di una categoria mostrando in questo superficialità. Il buon Dio, la buona natura il buon fato hanno creato le gambe per camminare, le mani per manufare, gli occhi per vedere le orecchie per sentire. Io sono sereno nella e della mia disabilità che mi ha posizionato in un piano di sensibilità diverso che ora considero bello, ma pur sempre diversa rispetto alla mia sensibilità precedente di persona senza disabilità e diversa da altra persona con la stessa disabilità, con altra disabilità o senza disabilità. Riguardo al mio rapporto con la Società so benissimo che le ansie e le paure non sono superate anche e non solo per una sorta di ritegno che pervade la caratterialità della persona con disabilità, che sono il frutto del nostro lato oscuro. Ma è anche vero che la Società nel momento stesso in cui costringe me o altro a chiedere per avere, pone in grave difficoltà.


Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: