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“(Dis)abilità” 12 settembre, 2007

Posted by \"L\'Italia secondo noi\" in (dis)abilità, Libertà.
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Come molti dei lettori sapranno, tra i redattori di questo blog, nella fattispecie chi scrive (Sach), c’è un disabile.

disabile
Il famoso logo dei disabili…è proprio brutto! proposte alternative?

Ebbene si, in seguito ad un incidente accaduto l’11 luglio (questo ricorrente numero 11 in avvenimenti negativi andrebbe studiato…) 2006 a Jesolo mi sono fratturato due vertebre e di conseguenza sono un tetraplegico incompleto. In parole povere ho mobilità nulla o ridotta sia agli arti inferiori che a quelli superiori (tetra, dal greco, significa quattro).

Perchè sto scrivendo queste cose? Perchè a seguito di questo incidente e della risultante situazione, sono venuto a contatto con un mondo nuovo, fatto di rinunce, lotte e conquiste, che prima ignoravo completamente (e ora me ne vergogno) e che fa parte della vita quotidiana di milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di disabilità più e meno gravi, e più e meno simili alla mia.

Ora cercherò di spiegare cosa intendevo con “rinunce, lotte e conquiste”, anche se non ho la minima pretesa di esaurire qui l’argomento, come, a posteriori, avrei voluto che qualcuno l’avesse spiegato a me prima dell’incidente. Chiarisco inoltre che mi riferirò essenzialmente a problemi riguardanti la mobilità e le barriere, architettoniche e non, anche se qualsiasi disabilità comporta anche “rinunce, lotte e conquiste” dal punto di vista psicologico.

Il mio punto di partenza è più o meno questo: l’Italia è un paese dominato dalla negligenza e dal pressapochismo per quasi tutto ciò che riguarda la res publica, la cosa pubblica, nel senso latino del termine.

Partendo da questo presupposto, che ritengo valido per chiunque, e sfido chiunque a dire il contrario, è facile immaginare cosa ne consegue: i marciapiedi, anche quelli più recenti, sono credo nel 90% dei casi dissestati e sconnessi, sprovvisti di scivoli e spesso ostruiti da paletti o colonnine telefoniche. Ce ne sono alcuni che partono bene, ma sul più bello si interrompono o si restringono senza possibilità di discesa.

Una percentuale non trascurabile di edifici pubblici non è accessibile.E’ sprovvista di rampe d’accesso, montascale o ascensori.

I mezzi pubblici! Quante volte vi è capitato di vedere un disabile, anche banalmente una persona con una gamba ingessata, su un autobus o un tram o una metro? Eppure mi pare un terzo di questi dovrebbe essere attrezzato, solo che le attrezzature sono guaste, o i conducenti non le sanno usare.

Questi sono solo pochi esempi di disagi che si presentano a noi disabili quando ci azzardiamo ad uscire dalla (nel mio fortunatissimo caso) comodità di casa.

Ma dove voglio andare a parare con questo articolo? In fondo non è colpa vostra se le cose pubbliche non funzionano. Ed è lungi mille miglia dalle mie intenzioni asserire una cosa simile.

Voglio però far notare che ognuno, nel proprio piccolo può fare qualcosa:

volantino

Capito cosa intendo? Quello che voglio dire è che la negligenza nei confronti di chi ha problemi è dovuta semplicemente alla disinformazione. Si è creato un circolo vizioso: Uscire è faticoso, crea disagi, è pericoloso… non esco. Non esco… nessuno mi vede. Nessuno mi vede, nessuno fa caso a problemi che non lo riguardano. E così non vengono fuori i problemi, e nessuno tenta di risolverli.

Eccomi quindi giunto alla conclusione di questo lungo e noioso articolo, il cui scopo era semplicemente di ricordare dell’esistenza di persone con problemi. Di ogni tipo.

E vi lascio con un link ad un sito che presenta una splendida iniziativa che si terrà a fine settembre a Milano: MICATANTOMOVIMENTO.

Sach

Commenti

1. andrea - 12 settembre, 2007

aspetto gli adesivi da attaccare per tappezzare padova….e fare un bel pò di pubblicità!!intanto ti faccio i miei complimenti,non credo che in giro ci siano tanti studenti di ingegneria che sanno scrivere bene!!!alla prossima!

2. Lorenza - 12 settembre, 2007

Paolo hai proprio ragione, solo quando ci si scontra direttamente o meno direttamente con questa realtà si capiscono quante sono le esigenze e le carenze di questa nostra società. Comunque sonanch’io vorrei fare qualcosa. naturalmente nel mio piccolo ma non dimenticarti che sono il Direttivo di un importante gruppo “Pedalando” e potrei mobilitare in questo senso tutti i miei soci .Cosa ne dici?Magari ne parliamo insieme con calma.
baci e complimentissimi.
Lorenza

3. ziogigio - 12 settembre, 2007

Tutto molto giusto. Troppo spesso, nella patria delle clientele, ciò che riguarda tutti non è veramente affare di nessuno.E troppo spesso i diritti fondamentali assumono una qualche importanza solo quando riguardano direttamente te o la cerchia dei tuoi affetti o delle tue relazioni.
Non è necessario essere disabili per rendersene conto, ma immagino quanto lo scontro con questa realtà sia più duro e costante se per caso lo si è.
Mi piace pensare che qualche piccolo segno di un mutamento in positivo ci sia, almeno per quanto riguarda la sensibilità delle nuove generazioni a questi temi. E credo che cominciare con le piccole cose, con gesti forti ma composti come quelli che suggerite, sia il modo migliore per contribuire alla dffusione di questa sensibilità.
Si dice che ai ragazzi non interessa la politica. Questa secondo me è Politica. Nel senso migliore del termine.
‘Notte.
Gigio

4. Davide - 13 settembre, 2007

E’ tutta colpa della filosofia.

Ciao Paolo,
quel che dici sulle barriere architettoniche e in generale sull’inadeguatezza delle strutture pubbliche è, purtroppo, una grande e amara verità, che rispecchia secondo me l’inadeguatezza del pensiero umano, del modo di ragionare tipico dell’uomo, ancor più tipico dell’uomo occidentale che – consapevole o meno della cosa – affonda le sue radici culturali nella filosofia antica e sulla base di essa ha costruito i suoi schemi mentali.

E’ tutto qui il problema che, con una notevole quantità di passaggi (durante i quali l’origine si fa ascosa e dunque l’assoluzione per la filosofia più probabile), ci porta fino alla questione che interessa te e chi si trova nelle tue stesse condizioni: l’archè.

In filosofia si indica con la parola archè il “principio unificatore delle molteplicità differente”. Esempi? Talete e la sua acqua, Anassimandro e il suo apèiron, il motore immobile di Aristotele, il Dio cristiano (mutuato dall’idea platonica del buono-bello) etc. etc.. Che cosa ha di speciale l’archè? Il fatto che è presente in tutti e tutto, come l’acqua che per Talete si incontra in tutti gli enti. Ma il problema è proprio questo, è cioè che se noi pensiamo – filosoficamente prima ma poi, con tutti i passaggi e gli slittamenti di contesto difficilmente percepibili, concretamente, socialmente, politicamente – che tutte le cose nella loro irriducibile diversità possano esser riassunte in un unicum, in un qualcosa di stabile, immutabile e identico a sé stesso, noi perdiamo le differenze!!!

Perdere la differenza è il più grande reato che l’uomo può commettere, perché con essa perde anche il rispetto della differenza: per questo nella nostra attuale società ciò che non si lascia leggere dagli attuali archè, ciò che non rientra nella definizione di normale, ciò che sfida il paradigma o semplicemente si discosta da esso, viene ghettizzato, ostracizzato, a volte umiliato: i vecchi in sanatorio, i bimbi al nido, i tossici in comunità, gli extracomunitari fuori dai confini nazionali o dentro le patrie galere (almeno nella illuminata e filantropica visione della Lega), i sordi coi sordi, i ciechi coi ciechi e i disabili coi disabili.
In questo io ci trovo qualcosa di doppiamente nefasto, perché è l’espressione della tirannide dell’archè che nientifica la differenza, allontanandola dal consorzio delle persone “normali” ma allo stesso tempo applicando loro comunque la sua logica, perché in un ospizio l’archè c’è: è la vecchiaia; in un gruppo di ciechi, la cecità etc.. La tirannide della (mala)filosofia non ha pietà, spezza l’umanità in settori, in compartimenti stagni…se ti può consolare, non era intenzione di Talete e neppure di Socrate…(su Platone invece c’è da discutere…).

Per questo io odio il detto “L’eccezione conferma la regola”. Eh, no caxxo! L’eccezione confuta la regola! La differenza infrange l’archè.

Consigli per gli acquisti: sviluppati con molta più chiarezza e profondità, questi ragionamenti li trovi in un libro che se vuoi posso anche prestarti: “Il corpo”, di U. Galimberti.

Ciao Paolo,
tieni botta.

Davide

5. Claudio - 13 settembre, 2007

Parlando di cose più comprensibli, bella la locandina! Io di solito in quei casi (ho qualche amico che gira in carrozzina) chiamo il 113, però in effetti mi sembra un modo più cortese e forse più efficace di spiegare a certa gente che se le strisce gialle ci sono c’è anche un motivo. Grazie dello spunto.

6. "L'Italia secondo noi" - 13 settembre, 2007

@ tutti
GRAZIE PER IL SUPPORTO!

@ Davide
La filosofia mi ha sempre affascinato, e questa analisi è davvero interessante! Potresti fare da “consulente filosofico” al blog ;) !

7. Davide - 13 settembre, 2007

Eh eh…magari un giorno…nel frattempo – anche se c’entra poco nulla – di posto questo link, per nuovamente mettere carne al sacro fuoco della discussione. Questa volta si parla di attualità, politica, tralignamento della politica…

Buon divertimento (in un certo senso fa ridere): http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20070913/tts-calderoli-maiale-punto-ca02f96_1.html

ciao,
a presto.

Davide

8. patrizia - 13 settembre, 2007

sei veramente profondo, Paolo, come ho sempre pensato e comunichi un’energia intensa.. spero che tu riesca, con i tuoi amici, a smuovere qualcosa , soprattutto nella testa e nell’anima delle persone.. che possono e debbono sempre migliorare.. forza a tutti quelli che pensano

9. mitte - 14 settembre, 2007

Il tuo appello è sacrosanto! Sono stata da poco a Berlino ,dove molto spesso ho constatato la serietà con cui si può affrontare il problema e risolverlo..con tante persone disabili ovunque,nei musei,per la strada,sulle rive della Sprea..
Non sottolineare la noiosità del tuo discorso,non si può che ripetere certe richieste di miglioramento,anche all’infinito!
Inoltre per te questa esperienza è nuova e quindi ti da una forza particolare di dire cose che si fanno ascoltare

10. Gianlorenzo - 14 settembre, 2007

Accidenti, Sach (anzi no, Paolino), quante cose da dire ma soprattutto da fare !
Vedi , quell’orrendo “pressapochismo e negligenza” di cui parli è ciò che più mi fa male e annichilisce : come sai, già da un po’ di anni passo tanta parte della settimana in una città del nord Europa dove le cose che citi (barriere architettoniche e altro) non ci sono proprio ! Ma, soprattutto, è l’atteggiamento “civico” delle persone a colpirmi : spesso, forse esagerando, nelle discussioni -anche con i tuoi genitori- arrivo a dare definizioni del ns.Paese piuttosto negative; affermo infatti che non ce la faremo a cambiare perchè siamo noi a non volerlo. Siamo sciatti e poco aperti.
Qualcuno ha qui scritto e lo bacerei in fronte, che qualcosa però si comincia a muovere : e siete voi ragazzi. Concordo totalmente e nel mio piccolo sto facendo il massimo perchè abbiate le condizioni e le opportunità che hanno gli altri Vostri coetanei europei.
Questa è Politica : l’attenzione ai problemi veri, la sensibilità alle situazioni di disagio affinchè tutto venga riportato a una situazione non di commiserazione, non di assuefazione al nulla, ma di uguaglianza delle condizioni di partenza.
Io sì, Mitte, che sono stato noioso !
Ciao, Paolino e a presto, tuo GLM

11. luca - 20 settembre, 2007

Ciao Paolo,
sono rimasto senza parole da quanto ho potuto leggere. l’unica critica che ti posso fare, ovviamente se posso, è di cancellare la parola noioso. Anch’ io, come sai, navigo nella stessa barca, la differenza è che tu sei il comandante ed io il mozzo.
Se hai in mente dei progetti avrei il piacere di poterti aiutare in qualche modo e farò in modo che anche gli altri vengano a sapere di questo blog e delle intenzioni che ci sono.
Come tanti hanno scritto l’italia non è ancora pronta ad affrontare una guerra del genere perchè la mente è ancora chiusa e chissà quanto tempo ci vorrà. Anch’io ho fatto notare al mio comune gli ostacoli che ho incontrato per le strade del paese: marciapiedi altissimi e poco ampi per passeggiare con una carrozzina, discese con una pendenza elevata (persino per le auto) e la mancanza di mezzi pubblici adattati per raggiungere la città senza problemi.
Tutto ciò perchè sono stati loro i primi a venire a casa mia chiedendomi di girare per il paese e vedere quali erano le difficoltà che incontravo per poter abbattere le barriere.Il loro silenzio è stata la mia risposta, il problema è proprio il silenzio che mi ha preoccupato assai.
Ho sempre creduto che l’ unione fa la forza, quindi bisogna farci sentire e invitare tutti gli altri disabili alla lotta per superare l’unica barriera vera e propria:LA MENTALITà DELLA SOCIETà.
Ciao Paolo, fammi sapere.
Un saluto e un grazie di cuore a coloro che ci aiuteranno

12. margherita piccolomini - 24 settembre, 2007

purtroppo hai proprio ragione, finchè conduciamo una vita da “sani” ignoriamo completamente le esigenze e le difficoltà della vita quotidiana di tante persone con problemi di movimento.
Mi vergogno ad ammettere che più di una volta ho lasciato macchina o moto senza pensare che avrei potuto creare dei problemi ad altri.
II tuo articolo bello e niente affatto noioso mi ha dato da pensare sia alla eterna e tragica inefficienza del nostro paese, sia però anche alla scarsissima coscienza di noi “sani ” nei riguardi di certi problemi.
Difficilissimo cambiare modi di pensare e coscienze addormentate, ma anche io sono d’accordo con Luca quando dice che “l’unione fa la forza”.
Non ho proprio idea di come dare una mano, ma sono sempre (o quasi) disponibile se mi dici cosa fare
Un abbraccio
margherita (non so se mi conosci, sono un’amica della Lollo nonchè socia della sua creatura “Pedalando”)

13. “Proposte per il logo disabili” « L’ITALIA SECONDO NOI - 16 ottobre, 2007

[…] è che qualcuno ha raccolto il mio invito a cambiare il logo disabili, che ho proposto nel post (Dis)abilità, con ottimi risultati. Vi pubblico qui di seguito le bozze che mi ha inviato il mitico luca, che […]


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