Che i soldi li dobbiamo a banche, imprese o privati italiani non ci mette in condizioni migliori che doverli ad investitori stranieri. Anzi, forse..
Provo a spiegare quel poco che so -che però temo essere troppo poco per lo spritz :(- e che m’hanno a vario titolo raccontato.
Probabilmente anche tu o qualche tuo conoscente rientrate nell’elenco dei creditori dello stato Italiano: basta avere a casa un titolo di stato.
L’indebitamento infatti funziona così: lo Stato ha bisogno di soldi per pagare sanità, infrastutture, previdenza, aiuti all’imprenditoria o altro. Non avendone a sufficienza (o meglio, non avendone proprio) li chiede in prestito, obbligandosi a renderli dopo un certo periodo di tempo. A testimonianza del prestito emette un titolo di credito (BOT, CCT, CPT, …) in cui dettaglia, oltre alla data di restituzione, anche l’interesse apllicato e le modalità di pagamento dello stesso. Non bisogna infatti dimenticare che, per convincere qualcuno a prestarglieli queli soldi, deve anche riconoscergli un obolo per il disturbo!
Sai cosa c’è di veramente preoccupante nei conti italiani? Che abbiamo già raggiunto il punto in cui siamo costretti a contrarre nuovi debiti anche solo per poter pagare gli interessi di quelli già in essere!!! Con l’evidente risultato che, a meno di stravolgimenti radicali, il debito non può che continuare ad aumentare.
Ah, perchè all’inizio ti dicevo “Anzi”: se lo stato dichiarasse bancarotta e decidesse di non restituire più i soldi ai suoi debitori – a parte l’immensa figura di m##da -, questi dovrebbero vendere le loro aziende o contrarre a loro volta debiti per poter rientrare del capitale perso inoltre, perdendo capitale, pagherebbero meno tasse, etc. Ecco perchè forse sarebbe meglio non fossero italiani…
Che i soldi li dobbiamo a banche, imprese o privati italiani non ci mette in condizioni migliori che doverli ad investitori stranieri. Anzi, forse..
Provo a spiegare quel poco che so -che però temo essere troppo poco per lo spritz :(- e che m’hanno a vario titolo raccontato.
Probabilmente anche tu o qualche tuo conoscente rientrate nell’elenco dei creditori dello stato Italiano: basta avere a casa un titolo di stato.
L’indebitamento infatti funziona così: lo Stato ha bisogno di soldi per pagare sanità, infrastutture, previdenza, aiuti all’imprenditoria o altro. Non avendone a sufficienza (o meglio, non avendone proprio) li chiede in prestito, obbligandosi a renderli dopo un certo periodo di tempo. A testimonianza del prestito emette un titolo di credito (BOT, CCT, CPT, …) in cui dettaglia, oltre alla data di restituzione, anche l’interesse apllicato e le modalità di pagamento dello stesso. Non bisogna infatti dimenticare che, per convincere qualcuno a prestarglieli queli soldi, deve anche riconoscergli un obolo per il disturbo!
Sai cosa c’è di veramente preoccupante nei conti italiani? Che abbiamo già raggiunto il punto in cui siamo costretti a contrarre nuovi debiti anche solo per poter pagare gli interessi di quelli già in essere!!! Con l’evidente risultato che, a meno di stravolgimenti radicali, il debito non può che continuare ad aumentare.
Ah, perchè all’inizio ti dicevo “Anzi”: se lo stato dichiarasse bancarotta e decidesse di non restituire più i soldi ai suoi debitori – a parte l’immensa figura di m##da -, questi dovrebbero vendere le loro aziende o contrarre a loro volta debiti per poter rientrare del capitale perso inoltre, perdendo capitale, pagherebbero meno tasse, etc. Ecco perchè forse sarebbe meglio non fossero italiani…